Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Disturbo ossessivo e compulsivo
Disturbo ossessivo e compulsivo

Viene definito disturbo-ossessivo-compulsivo (DOC) un disturbo d’ansia caratterizzato da ossessioni e compulsioni (DSM IV-R).
Per ossessione si intende precisamente un pensiero ricorrente e pervasivo che il soggetto giudica come eccessivo e inappropriato, ma al quale non riesce a sottrarsi. È un pensiero intrusivo, è cioè egodistonico (non in sintonia con la percezione di sé). Solitamente il pensiero ossessivo aumenta lo stato di arousal dell’individuo incrementandone i livelli d’ansia.

Per compulsione si intende invece una particolare azione, spesso ripetitiva e inadeguata, una sorta di rituale stereotipato che il paziente mette in atto al fine di ridurre l’ansia e il disagio dovuti alle ossessioni. Queste possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l’ordine, il controllo e molte altre.

Le compulsioni possono implicare il lavarsi, il contare, il ripetere parole e numeri in silenzio, tanto che il soggetto, ad esempio, può arrivare a lavarsi le mani continuamente durante il giorno al fine di ridurre il timore legato all’ossessione della contaminazione.

Il disturbo viene riconosciuto come tale solo se compromette il normale ritmo delle attività quotidiane e il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e se non può essere meglio giustificato da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.

Trattamento

Secondo la letteratura basata sulle evidenze cliniche e statistiche, le tecniche cognitive-comportamentali si sono dimostrate le più efficaci tra le psicoterapie nella cura del disturbo.

Una terapia relazionale prolungata può avere effetti benefici nella comprensione e nella cura del disturbo ossessivo in quanto la tendenza alla cronicizzazione di questa patologia la rende particolarmente difficile da trattare e necessità di sedute continuative e durature nel tempo. I frequenti abbandoni della terapia dei pazienti con disturbo ossessivo lo rendono uno dei disturbi clinici più complessi a livello di trattamento.

In diversi studi emerge l’efficacia anche in abbinamento agli psicofarmaci. Tuttavia rispetto alla mera somministrazione di psicofarmaci, il trattamento psicoterapico cognitivo-comportamentale riduce significativamente le ricadute.