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meditazione

In questa pagina è possibile ascoltare o scaricare alcuni esercizi sotto forma di guide audio. Attraverso queste guide, sarà possibile praticare le tecniche di rilassamento e di meditazione, essenziali per un percorso di guarigione interiore.

Alcuni degli esercizi sono delle guide vocali, mentre altri sono semplici musiche e suoni creati appositamente per guidare la mente verso uno stato di rilassamento sfruttando la tecniche della stimolazione binaurale a diverse frequenze.

La stimolazione con toni binaurali (o battiti binaurali) consiste nell’ inviare alle orecchie dell’ascoltatore dei battiti registrati, con o senza musica o altri suoni sovraincisi, con delle frequenze che possono aiutare la concentrazione o il rilassamento mentale. É importante che questi suoni vengano ascoltati tramite degli auricolari per tutta la durata dell’esercizio.

Qui di seguito potete leggere anche una breve descrizione di quale posizione assumere durante gli esercizi mentali e le sessioni di training autogeno.

Affinché faccia veramente effetto e costituisca un concreto strumento d’aiuto nella vita quotidiana, il Training Autogeno deve essere eseguito regolarmente per più tempo ed in modo continuativo, proprio come se si facessero degli esercizi in palestra per il ritonificamento muscolare.

É corretto sottolineare come il Training Autogeno non sia semplicemente una tecnica di rilassamento, ma assomigli di più ad una vera e propria sessione di meditazione. In quanto tale, va presa con la dovuta serietà ed impostazione mentale: serve costanza e disciplina. Quello che andiamo a fare, seguendo ogni singolo esercizio, è utilizzare lo spostamento della concentrazione su stimoli corporei semplici, favorendo un benefico e produttivo restringimento dello stato di coscienza.

Questo particolare stato di coscienza, che prende il nome di “commutazione autogena”, favorisce la formazione di onde cerebrali di tipo alfa (6/8 hz) che sono le stesse onde che caratterizzano il nostro stato mentale quando siamo nella fase di pre-sonno.

Importante quindi è generare in sè stessi un atteggiamento psico-fisico di calma, senza però cadere nel sonno. Inizialmente sarà difficile o impossibile non addormentarsi ma questo non è un problema. Con il tempo invece si potrà acquisire man mano la capacità di governare questo particolare stato neurofisiologico senza dormire, sfruttando la sua natura benefica, rigenerante e curativa da un punto di vista energetico e psicologico.

La migliore posizione da tenere è quella da sdraiati, sul letto o sul pavimento con un materassino, testa e corpo sono diritti, le braccia lungo i fianchi con i palmi rivolti verso il basso e ben appoggiati alla superficie. Le gambe devono anch’esse stare distese e leggermente divaricate; per una buona riuscita dell’esercizio l’immobilità è fondamentale: anche qui inizialmente sarà difficile non muoversi e non cedere ai piccoli fastidi o scatti del corpo e del viso. Ricordiamo però che questo è un esercizio di disciplina e meditazione, che richiede un minimo sforzo per rimanere con la concentrazione sugli stimoli suggeriti. Esistono diverse possibilità come la posizione del cocchiere o la posizione seduta: queste sono utili quando non abbiamo la possibilità di sdraiarci. Le seguenti immagini sono un esempio della corretta posizione da tenere.

training autogeno
posizione da sdraiati
training autogeno
posizione del cocchiere
training autogeno
posizione da seduto

 

 

Lo scopo nel tempo è quello di rimanere sempre più a lungo concentrati sulle sensazioni del corpo, senza prestare attenzione ai mille pensieri che naturalmente attraversano la nostra mente. Ricordiamo che l’ansia e lo stress vengono generati dalla natura del nostro pensiero, troppo abituato a vivere nel tempo futuro e a trascurare il reale tempo presente.

Uno degli obiettivi del Training Autogeno é quello di allenare la persona a vivere il presente, abituando la propria mente a lasciar scorrere i pensieri, semplicemente prendendone atto ed accettandoli passivamente per quello che sono.

L’esercizio completo ha la durata di 1 ora, e si compone di 6 fasi fondamentali scandite dal suono di una campana tibetana. I 6 esercizi possono inizialmente essere eseguiti singolarmente per poi arrivare a praticarli tutti insieme. Lo scopo è anche quello di accorciare con il tempo la durata delle suggestioni relative al corpo (da 1 ora a 10 minuti): questo sarà possibile una volta che non si avrà più bisogno della voce guida e si sarà in grado di gestire la propria meditazione in autonomia. A questo punto la permanenza nella fase di “commutazione autogena” sarà più lunga. Questo stato mentale unico e particolare, come dicevamo, sarà appreso con il tempo e sarà capito a fondo solo con una costante esercitazione.

AVVERTENZE

il TA di base non ha particolari controindicazioni e può essere praticato da tutti, salvo che per alcuni limitati casi. Se ne sconsiglia clinicamente la pratica a persone che hanno subito gravi interventi cardiovascolari o portatori di pacemaker e ausili chirurgici simili, a persone che siano o siano state affette da psicosi gravi o abbiano esperito episodi gravi di dissociazione della coscienza. Per la sua natura il TA richiede concentrazione ed attenzione, quindi non è indicato per bambini piccoli o persone anziane affette da patologie degenerative cognitive gravi.

Nel dubbio è sempre meglio affidarsi ad uno specialista psicoterapeuta per la somministrazione delle tecniche.

 

 

Esercizio meditativo di Training Autogeno sul respiro.

 

 

Esercizio meditativo di Sincronizzazione Cuore Respiro